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2019 Cyclo-Cross European Championships

Imbattibile Van der Poel: è lui il re degli Europei di Silvelle

Nel fango di una Silvelle gremita di pubblico, l’olandese volante conquista per la terza edizione consecutiva il titolo continentale fra gli Elite. Una splendida Eva Lechner coglie un argento di prestigio nel giorno della Kastelijn. Olanda padrona con quattro titoli su sei

Chi ha vissuto in prima persona gli anni d’oro del grande ciclocross a Silvelle non poteva che attendersi un grande spettacolo. E così è stato nella piccola località del padovano che da 40 anni respira il fascino della specialità regina del ciclismo invernale.

Domenica 10 Novembre, la chiusura di un weekend elettrizzante è stata affidata alle competizioni agonistiche (Elite, U23 e Juniores), con sei titoli in palio e il meglio del ciclopratismo europeo, e quindi mondiale, a darsi battaglia su un circuito impegnativo, reso ancora più difficoltoso dal fango. Dopo le piogge di venerdì, il sole ha fatto da padrone nel sabato dei master, e ancor più nella giornata di domenica, che ha richiamato sul campo gara migliaia e migliaia di appassionati.

A Silvelle sono emersi i reali valori in campo della disciplina e non poteva essere altrimenti. Mathieu Van der Poel per la terza edizione consecutiva si è laureato Campione Europeo Elite (record per la competizione), mentre la connazionale Yara Kastelijn ha domato le avversarie nella gara femminile, precedendo una grande Eva Lechner. Titoli U23 al transalpino Mickael Crispin e all’olandese Ceylin del Carmen Alvarado. Le gare Junior hanno invece consacrato i talenti del figlio d’arte Thibau Nys e di Puck Pieterse.

Nello scontro fra Belgio e Olanda, quest’ultima è risultata ancora una volta la nazione dominatrice del medagliere con ben 4 medaglie d’oro su 6 gare in programma.

NON C’E’ DUE SENZA TRE: VAN DER POEL BATTE IL BELGIO

Grande spettacolo e incertezza nella prova Uomini Elite. Alla fine, ancora una volta, trionfa Mathieu Van der Poel, che si porta a casa il suo terzo titolo europeo consecutivo, un’impresa mai completata in passato per un atleta abituato ai primati. Esce a testa altissima dalla battaglia sul fango Eli Iserbyt, che si è arreso alla forza del Campione del Mondo solamente nell’ultimo giro.

Fin dal via è stato chiaro il canovaccio della gara: Van der Poel contro il Belgio. Sono addirittura in sei, infatti, gli atleti in celeste a provare a mettere in difficoltà il campione del mondo. La prima stilettata di Van der Poel arriva dopo sei minuti di corsa; gli unici che riescono a seguirlo sono Iserbyt e Michael Vanthourenhout, che non mollano la sua ruota.

Così la corsa diventa improvvisamente più tattica e anche Quinten Hermans, Laurens Sweeck e Toon Aerts tornano in gioco, in quello che è un accerchiamento belga vero e proprio nei confronti del temutissimo Van der Poel. Iserbyt non vuole fare da comprimario e prova a sua volta ad alzare il ritmo, senza però impensierire l’olandese.

La gara si decide così all’ultimo giro: Van der Poel mette il piede sull’acceleratore, Iserbyt prova a resistere ma si vede costretto a perdere alcuni metri che non riuscirà più a recuperare. Terzo gradino del podio per Laurens Sweeck, sempre della pattuglia belga, mentre l’atteso Tom Pidcock ha dovuto accontentarsi dell’ottavo posto, alle spalle di sei atleti belgi.

Sono felice di questa maglia,” ha commentato Van der Poel, “anche se è oggi è stata veramente dura, su un percorso pesante dove era difficile riuscire a fare la differenza, anche per merito di avversari di livello altissimo. Vincere qui è il miglior viatico per proseguire la stagione di ciclocross verso il Mondiale, poi il mio 2020 prevede le Classiche su strada, e poi la corsa alla prova Olimpica in Mountain Bike. Il fuoristrada sarà probabilmente il mio focus principale dell’anno, potrei pensare anche di puntare alla Coppa del Mondo in MTB. Intanto però mi godo questa maglia, e una giornata bellissima con un pubblico veramente speciale. Il grande ciclocross dovrebbe venire in Italia più spesso.”

LECHNER ARGENTO DA SOGNO NEL GIORNO DELLA KASTELIJN

Prima, imbattibile, Yara Kastelijn. Seconda una straordinaria Eva Lechner. È stato monopolio olandese nelle categorie femminili degli Europei di Ciclocross ma è soprattutto grande festa in casa Italia grazie a una performance di spessore dell’esperta altoatesina.

L’esperta azzurra si è classificata in seconda posizione su un tracciato, quello di Silvelle, che l’ha vista primeggiare soltanto due anni fa in occasione dei Campionati Italiani. Lechner è stata preceduta soltanto da una inarrivabile Kastelijn, mentre la Campionessa Europea 2018 Annamarie Worst ha completato il podio di giornata. Delusione per la Campionessa del Mondo Sanne Cant, solo sesta, mentre settima è giunta l’altra punta della Nazionale Italiana Alice Arzuffi.

Kastelijn, Lechner e Worst sono scattate nel migliore dei modi, guadagnando sin dal primo giro un buon margine di vantaggio sulle rivali, mentre proprio una partenza difficile ha costretto Alice Arzuffi ad un inseguimento dispendioso.

Kastelijn ha imposto un ritmo forsennato, distanziando la connazionale Worst, mentre Eva Lechner, terza al termine del primo giro, ha raggiunto la campionessa uscente distanziandola nel secondo passaggio. L’altoatesina ha cercato di ricucire il divario dalla Kastelijn, ma la giovane olandese ha confermato di attraversare un eccellente momento di forma, tagliando il traguardo in solitaria.

Dopo una buona partenza ho patito un errore nel primo giro,” racconta Eva Lechner, “ma poi ho iniziato a recuperare, e nel finale ho davvero sperato di riprendere la Kastelijn, tentando di metterla sotto pressione. È stata la più forte, ma io ci ho provato fino alla fine su un percorso che mi è sempre piaciuto, davanti a un pubblico spettacolare. Nella mia vita non avevo mai avuto un tifo così: adesso speriamo che eventi di questo livello in Italia tornino ad essere una piacevole consuetudine. Il nostro movimento ne ha bisogno”.

La neo campionessa d’Europa non maschera invece lo stupore per una stagione che ha superato le sue aspettative: “Ad inizio anno il mio obiettivo era finire sul podio in una gara trasmessa in TV. Questo inverno mi ha già dato più di quanto avrei mai potuto sperare.

CRISPIN E ALVARADO CAMPIONI U23
Nella gara Uomini U23 si è iscritta anche la Francia al novero delle nazioni vincitrici di una medaglia d’oro ai Campionati Europei 2019. Merito di Mickael Crispin, vincitore a sorpresa, che ha preceduto con un grandissimo ultimo giro il belga Timo Kielich, secondo, e il connazionale Antoine Benoist, terzo. Quarto posto per l’altro belga, Toon Vandebosch.

Il grande favorito Benoist è stato il primo a tentare lo strappo, provando ad involarsi da solo già dai primi metri, ma si è visto respinto dal duro tracciato di Silvelle. Su di lui si sono riportati prima l’olandese Kamp ed il belga Vandenbosch, e in seguito anche Crispin e Kielich, che sulle prime non avevano seguito il ritmo del francese. Una scelta poi rivelatasi vincente nel finale: dopo il cedimento di Kemp e la caduta di Vandenbosch, Crispin ha trovato le energie per affondare il colpo, cogliendo un successo a sorpresa. Seconda piazza in lacrime per Kielich, solo terzo un delusissimo Benoist.

Festa olandese invece nella prova Donne U23: Ceylin del Carmen Alvarado è giunta in solitaria sul traguardo dopo una gara che l’ha visto a lungo in lotta con la britannica Anna Kay, distanziata solo nel finale. Per lei si tratta del secondo titolo europeo consecutivo nella categoria U23.

Argento a 12” per la britannica Kay, terzo posto per la francese Marion Norbert Riberolle, lontana 1’02”. Sesta la prima delle italiane, Francesca Baroni.

20 ANNI DOPO È ANCORA NYS A SILVELLE. PIETERSE PRIMA CAMPIONESSA DONNE JR

Cambiano le generazioni ma la famiglia Nys è destinata ancora a far parlare di sé nel mondo del ciclocross. A vent’anni di distanza dal trionfo di Sven a Silvelle, in una storica prova del Superprestige, il figlio d’arte Thibau Nys si è aggiudicato la gara Uomini Junior dei Campionati Europei di Ciclocross.

Il talentuoso atleta belga si è lasciato alle spalle il connazionale Jente Michels (+9”) al termine di un emozionante testa a testa risoltosi solo nell’ultimo passaggio. Medaglia di bronzo per l’elvetico Dario Lillo (+1’10”).

Proprio la scorsa settimana ho preparato la gara guardando il successo di papà di 20 anni fa,” racconta Thibau, “ma pensavo di trovare un tracciato veloce e tecnico, mentre il fango ha cambiato le carte in tavola. Bello essere riuscito a vivere un’altra grande giornata per la nostra famiglia in Italia.” Sentimento riecheggiato anche da papà Sven, presente al fianco del figlio: “E’ stato bravo, vedremo cosa sarà capace di fare in futuro. Di Silvelle ho splendidi ricordi, e il tracciato di oggi, in queste condizioni, sarebbe stato adatto anche a Nys senior, soprattutto quello di fine carriera.”

A Silvelle per la prima è stato assegnato anche il Campionato Europeo Junior Donne, vinto da pronostico dall’olandese Puck Pieterse, con alle spalle la transalpina Olivia Onesti e la connazionale Shirin Van Anrooij, terza. Un onore tutto da guadagnare: “E’ stata la gara più dura della mia vita,” le eloquenti parole dell’olandese al termine. Prima delle italiane Giada Borghesi, dodicesima.

IL BILANCIO FINALE

Al termine della giornata, l’emozione è ancora vistosa negli occhi del Direttore Tecnico di Silvelle ’19 Mauro Zamprogna, orgoglioso leader di un evento di grande successo.

Anche se non abbiamo ancora i dati ufficiali della biglietteria, credo si possa dire che il nostro obbiettivo di avere diecimila spettatori per questo Europeo sia stato centrato. Abbiamo regalato al pubblico una splendida giornata in condizioni climatiche perfette, quasi primaverili. Non potevamo sperare nulla di meglio: è stato un grande impegno ma il risultato ci ha premiati, e gli elogi ricevuti dall’Unione Europea di Ciclismo per l’organizzazione ci lusingano. Ci rimane addosso una grande emozione che porteremo con noi per anni”.