2019 Cyclo-Cross European Championships

Natura, arte e storia: in Valle Agredo turismo a portata di bici

Un territorio di incontri, di terra ed acqua, dove verde e storia si mescolano per raggiungere esperienze autentiche a contatto con la natura. Tra il Brenta e il Sile un lembo di terra fertile solcato da fiumi e torrenti e impreziosito dalla bellezza degli antichi borghi circondati dai moderni insediamenti, ha reso il Veneto centrale lo snodo naturale di un nuovo turismo sostenibile. Questa terra è il Camposampierese, oggi denominata Valle Agredo.

La Valle Agredo – che comprende oltre al comune di Trebaseleghe (di cui Silvelle è frazione), anche i territori di Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Villa del Conte e Villanova di Camposampiero – cattura il visitatore con scorci di insospettabile fascino, sfruttando le grandi direttrici ciclopedonali, Muson dei Sassi, Cammino di Sant’Antonio, Ostiglia e Tergola.

Lontano dal traffico delle strade è possibile arrivare a paradisi nascosti, a realtà incontaminate che resistono alle aggressioni esterne, dove la piccola e media azienda è chiamata a strutturare un nuovo sistema economico competitivo che abbia il turismo come punto di partenza.

Se il Cammino di Sant’Antonio e il Muson dei Sassi consentono lo spostamento in direzione nord-sud, la Treviso-Ostiglia, una volta completata, con i suoi 117 chilometri permetterà l’attraversamento della Valle Agredo in direzione est-ovest e diverrà una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa, oltre che principale attrattiva del progetto Green Tour avviato dalla Regione Veneto.

Il percorso della vecchia ferrovia si presenta altimetricamente pianeggiante e quindi poco impegnativo. Inoltre, ad ogni chilometro è presente un accesso al tracciato per andare alla scoperta di villaggi e luoghi di sosta suggestivi generalmente sconosciuti ai più.

La ferrovia nacque agli inizi del XX secolo, in vista del primo conflitto mondiale per rafforzare il sistema ferroviario del nordest. I lavori erano appena iniziati quando la “Grande Guerra” li bloccò. Ripresero nel 1919 fino al 1941, quando la seconda guerra mondiale era già iniziata. L’opera venne utilizzata per intero soltanto per un triennio, in quanto nel dopoguerra soltanto alcuni tratti vennero ripristinati dai danni dei bombardamenti, solo ed esclusivamente per il traffico locale. La linea è stata dismessa nel 1987 e sin dalla sua chiusura si iniziò a progettarne il recupero, con l’obiettivo di renderla una ciclopedonale sicura e percorribile da tutti nello spirito di un nuovo concetto di turismo a portata di bici.